Quest’opera rappresenta la complessità dell’identità umana: un volto spezzato, duplicato, che si apre per rivelare un altro sé nascosto dietro la superficie. La frattura diventa simbolo di fragilità ma anche di trasformazione, un segno che racconta come l’essere umano sia sempre molteplice e in divenire.
Il nero profondo della materia amplifica la drammaticità dell’opera, evocando ombra, mistero e introspezione. Lo sguardo solenne della parte frontale contrasta con quello più intimo e nascosto, suggerendo la tensione continua tra ciò che mostriamo e ciò che tratteniamo.
Con “Frammenti di Sé”, Mec indaga il tema dell’identità, delle maschere e delle verità interiori, affidando alla scultura il compito di dare forma a un conflitto universale: l’incessante ricerca di unità dentro la frattura dell’esistenza.

