Quest’opera nasce dal desiderio di Mec di confrontarsi con un tema universale e senza tempo: il volto di Cristo, icona di sofferenza ma anche di redenzione e speranza.
Realizzata in argilla, la scultura esprime la tensione tra fragilità umana e forza spirituale. Le linee scabre e il modellato essenziale trasmettono il peso del dolore, mentre lo sguardo socchiuso e la barba fluente evocano quiete e contemplazione.
Mec si ispira alla tradizione iconografica cristiana, reinterpretandola con un linguaggio contemporaneo, diretto e materico. Non è solo un volto religioso, ma il simbolo di una condizione universale: l’uomo che porta su di sé il peso dell’esistenza e al tempo stesso la promessa di rinascita.
In quest’opera il gesto dello scultore diventa preghiera, e la materia si fa testimone di un’intensità spirituale che oltrepassa il tempo e le forme.

